TRA QUESTE PAGINE, TROVERETE UN FAVOLOSO MONDO,
DOVE PROTAGONISTI COME LO ZUCCHERO, IL SALE E LA FARINA,
SI INCONTRANO E DANNO VITA A SUCCULENTI DOLCI E PIETANZE.
E' IL MIO PICCOLO UNIVERSO DOVE,
QUANDO ACCENDO IL FORNO, I PROFUMI INEBRIANO LA MIA CUCINA E ... LA VOSTRA!


Chi ha tempo...

Chi ha tempo
non aspetti tempo

Visualizzazione post con etichetta fiori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fiori. Mostra tutti i post

lunedì 6 maggio 2013

Primula

Benvenuta, o pallida primula, che appari
Tra le foglie sbiadite del frassino e della quercia,             
 Che ricoprono
  Di sé i boschi e i prati,
Tra il muschio rampicante e il verde cupo dell'edera:
 Quanto la tua presenza abbellisce la terra;
Con quale dolcezza il tuo orgoglio semplice e modesto
Risplende sulle sponde assolate, e ai margini tiepidi dei
 Boschi,
 Dove i tuoi fiori incantati si ritrovano a gruppi.
          da Rural poems di John Clare (1793-1864)

La primula selvatica, in passato si trovava in zone boschive, lungo i ruscelli e nei campi incolti, dove la mano dell'uomo non passava.
Infatti nell'epoca vittoriana, è stata fatta incetta di questo fiore, per curare i reumatismi e l'emicrania.
Il suo nome deriva dal latino "primus", questo perchè i suoi fiori sbocciano subito dopo il termine delle gelate invernali.
Essa é sempre stata associata alla giovinezza e alla tristezza.
Tutti i poeti, nei loro componimenti, si sono riferiti a lei, come ad un fiore "pallido", dai colori che vanno dal giallo al verde e persino al bianco; niente a che vedere con le primule coltivate, dai mille colori sgargianti.






"pallide primule che muoiono nubili" dal Racconto d'inverno di Shakespeare

                                            


domenica 14 aprile 2013

Il fior della margherita

Leggiadro fior la cui radice Amore

Con la sua mano a te piantò nel core
Cresca dunque felice
Sì ben nato fioretto;                                     
Siali Flora nutrice,
Custode il core e giardiniero il petto;
Gli arrida il cielo, e con perpetui vanti
Ogni musica dea l'onori e canti.
                         Girolamo Fontanella (1612-1643 ca.)

La Margherita, detta anche Pratolina, sboccia in primavera nei prati anche incolti.
In passato, questo fiore, veviva raccolto in mazzi, che i contadini appendevano sulle porte dei fienili.
Ciò per difendersi dall'arrivo dei fulmini durante i temporali e scongiurare gli  incendi.
In Europa è conosciuta dal tempo che fu; infatti già in Inghilterra, Chaucer, poeta del quattordicesimo secolo, annoverava la Margherita tra i suoi fiori più amati.

FOTO FATTA DALLA MIA BIMBA
                        




lunedì 8 aprile 2013

Rosa di macchia

Rosa di macchia, che dall'irta rama
Ridi non vista a quella montanina.
Che stornellando passa e che ti chiama
                  Rosa canina.
                                 G.Pascoli

La rosa canina (piacere e dolore, perchè sebbene abbia una dolce fragranza, è anche dotata di grandi spine) è una delle piante più longeve conosciute.
Si ritiene che la più antica, ancora vivente, si trovi in un convento in Germania e fu piantata da Carlo Magno nell'850.
Il suo profumo rimane anche dopo essere stata tagliata ed essiccata.
Il poeta settecentesco, George Herbert scriveva  in "Provvidenza": "Una rosa, al di là della sua bellezza, è una cura".
Anticamente, infatti, il suo frutto veniva usato dalle gentildonne per confezionare conserve, marmellate e crostate.
Ancora oggi, sotto forma di sciroppo ed altri preparati, viene somministrato ad adulti e piccini,per la sua grande ricchezza di vitamina C.